Así celebramos el IV Encuentro "Amigos de Bibliomulas Mérida" y el XV Aniversario de Andar, Soñar y Trasformar

El pasado viernes 18 de julio de 2025, la sede de UNIANDES se vistió de gala para celebrar el IV Encuentro "Amigos de Bibliomulas Mérid...

sábado, 21 de agosto de 2021

Acompañar al mediador


La semana pasada pusimos fin a las actividades escolares del año 2020-2021, un año particular donde los haya. Unas semanas antes, realizamos el último de los 4 talleres programados para la formación y acompañamiento de un importante grupo de nuestro equipo: los "mediadores de lectura".

Más adelante, vamos a ir desgranando poco a poco la labor de estos maravillosos colaboradores y nuestras estrategias de acercamiento a su formación y desarrollo profesional a favor de los niños beneficiarios del programa Bibliomulas.

Hoy solo queremos mostrarles algunas imágenes de ese ultimo taller, a cargo de la Psicopedagoga Sahily Amaya, efectuado en la Escuela de Loma del Rosario, en la población de Jají.

Una jornada en la que, tanto los docentes, como los mediadores de lectura y también los niños e incluso algunos representantes disfrutaron de lo que ya se ha convertido en una norma: aprender es una actividad divertida.

Pueden darse cuenta porqué:

(todas las fotografías son de Marcos Pollini)







Los niños beneficiarios
Centella, la yegua en Jají
Creación de personajes

La alforja mágica

Nuestros mediadores de lectura
Sahily Amaya iniciando actividades

viernes, 16 de julio de 2021

IL NOME È “CANELA”

Tutti ricordiamo tristemente la notizia: Morichala non era nel suo luogo di riposo. Ricordiamo anche le prime speculazioni e la prima preoccupazione. Ci è voluto molto tempo per capire che l'avevamo persa; molto di più, accettare, come ha detto di recente un amico fedele, che "perso" significava anche "circostanze strane", un soprannome che viene prima di ogni evento spiacevole che ci abbatte senza giustificazione. 

Così è stato: Morichala è scomparsa in circostanze strane e, per quanto si possa ipotizzare, denunciare o indagare, siamo quasi certi che non sapremo mai veramente cosa le sia successo. È vero che questo lascia una "spina" nel fianco; ma, non meno vero è che siamo sempre stati sicuri, quando è diventato una realtà che Morichala non sarebbe tornata, che questo non avrebbe fermato Bibliomula.

Non si è mai fermata per un giorno. Non perché non possiamo sviluppare il nostro progetto senza l'aiuto di una mula, bensì perché abbiamo un impegno importante con le comunità che ci hanno aperto le loro porte, rendendoci parte delle loro vite. Non pensiamo nemmeno di sostituire un processo educativo che necessariamente debba equiparare la sua qualità a quella dei paesi definiti del “Nord del mondo”, per formare uomini e donne che possano inserirsi facilmente nel complicato mondo delle competenze lavorative del 21° secolo. No.

Lo facciamo perché vogliamo essere un'alternativa che rimanga per sempre nella migliore memoria dei bambini, che sono ancora molto indietro nella scala dei benefici dell'istruzione iniziale. Lo diciamo con la carica romantica che questo implica: vogliamo andare dove non arriva nemmeno il segnale del cellulare e c'è un ragazzo o una ragazza che vuole leggere un libro. Vogliamo farlo in modo significativo. Non siamo in concorrenza con Internet, né ci consideriamo la necessaria arretratezza in un mondo che invia missioni spaziali su Marte.    

Ci vediamo per quello che siamo: una bisaccia piena di libri a disposizione dei bambini che non hanno altra risorsa per iniziare a scoprire il mondo. Una bisaccia portata in groppa a una mula (una bestia, dicono in queste lande andine). Da qui lo sforzo di recuperare rapidamente la nostra essenza.

Potrebbe non essere necessario spiegare così tanto. Intraprendere, in questi tempi difficili, la ricerca di una nuova mula, ha comportato uno sforzo a cui dobbiamo aggiungere gli sforzi della nostra vita quotidiana: il lancio della Biblioteca dei giocattoli, l'attenzione ai progetti che sviluppiamo a Jají, la visita alle comunità più vicine (che ha dovuto essere riconsiderata a causa della scomparsa del nostro “veicolo”) e l'attenzione alla quotidianità hanno reso complicata la ricerca del mulo. E sempre, come sempre, c'era la questione finanziaria. Una mula è più costoso di una moto. Inoltre, visto come stanno le cose in campagna, magari con i soldi pagati per una mula, si potrebbe ottenere una modesta automobile in buone condizioni.

Ma Bibliomula si chiama così, perché va a dorso di una mula. Quindi era impossibile rinunciare. Abbiamo già parlato della campagna di raccolta fondi e di altri passi compiuti (anche se una buona occasione non si spreca mai per ringraziare ancora l'affetto e questo è tutto) che erano destinati a completare il nostro nome, finché da Muchuchachí (paesino delle Ande, a 6 ore da Merids) abbiamo ottenuto ciò che mancava.  

L'unico modo legale per ottenere una mula è pagarlo, a meno che tu non sia un agricoltore e allevatore di muli. Il mulo è un animale da lavoro molto prezioso, soprattutto di questi tempi - e i nostri agricoltori sono molto chiari su questo. Quindi una mula non può essere adottato, non può essere trovato, non può essere ottenuto se non tramite l'allevamento o l'acquisto; non abbiamo ancora deciso di dedicarci all'allevamento dei muli. Così abbiamo pagato quello che dovevamo pagare e con tutte le elaborate scartoffie burocratiche (che chi ha preso Morichala ha saltato a modo olimpionico) ci siamo procurati una bella mula magra e addestrata, dei villaggi del Sud di Merida.

Qualche settimana fa l'abbiamo ricevuta e, naturalmente, il primo dilemma che abbiamo avuto è stato quello di dargli un nome. Abbiamo deciso di fare un concorso: dopo che i bambini delle comunità beneficiarie hanno scelto una buona lista di nomi su cui non avrebbero mai potuto mettersi d'accordo.

Questa lista è stata poi sottoposta al voto dei membri della nostra comunità virtuale di amici. Qui ci fermiamo per peccare di immodestia: il 28% di quella comunità ha risposto alla chiamata: è tanto. Difficilmente un resoconto istituzionale, che non abbia un fattore emozionale legato ai mass media, raggiunge questi risultati. 

Da lì è nato CANELA, il nome scelto dai nostri amici virtuali.

Giovedì scorso, in un bellissimo incontro presso la sede della Fondazione Don Bosco, l'abbiamo presentata formalmente e CANELA ha deciso di mostrare il suo temperamento: non c'era il potere umano di portarla sulla passerella che le avevamo preparato,  come se fosse una regina. Ha preferito rimanere una mula e siamo stati tutti sollevati dal fatto che andremo molto d'accordo.

Già, attraverso quelle montagne di Dio, CANELA è carica di libri e.. questo racconto è appena iniziato! 


 

Grazie ancora a tutti gli amici italiani che hanno collaborato económicamente con il proprio contributo a realizzare questo sogno!!! E un ringraziamento particolare alla Agenzia “Viaggisolidali” di Torino che ha, ancora una volta, scommesso con noi e ci ha dato un contributo importante, oltre che a mandarci la grande viaggiatrice “Tarta” che ha raggiunto anche Merida, sulle nostre amate Ande e ci accompagna, insieme a Canela, nelle nostre attraversate andine!


 


miércoles, 7 de julio de 2021

El nombre es CANELA

Todos recordamos con tristeza la noticia: Morichala no estaba en su lugar de descanso. Todos también,  las primeras especulaciones y la preocupación inicial. Nos tomó un buen tiempo entender que la habíamos perdido; mucho más, aceptar, como dijo hace poco un consecuente amigo, que “perdido” significaba también “extrañas circunstancias” un mote que se le antepone a todo evento desagradable que nos descalabra sin justificación.

Así había sido: Morichala desapareció en extrañas circunstancias y, por mucho que especulemos, denunciemos o investiguemos, estamos casi seguros que nunca sabremos, en realidad lo que ocurrió con ella. Cierto que eso nos deja una “espinita”;  pero,  no menos cierto es que estuvimos seguros siempre, cuando empezó a ser una realidad que Morichala no regresaría, que eso no detendría a Bibliomula.

No la detuvo ni por un día. No porque podamos ser capaces de desarrollar nuestro proyecto sin el auxilio de una mula, sino porque tenemos un compromiso importante con las comunidades que nos han abierto sus puertas,  convirtiéndonos en parte de ellos. Tampoco porque queramos ser sustituto de un proceso educativo que tiene, forzosamente, que equiparar su calidad a la de países desarrollados, para formar hombres y mujeres a quienes les sea fácil incorporarse al complicado mundo de las competencias laborales del siglo XXI. No.

Lo hacemos porque queremos ser una alternativa que se quede para siempre en el mejor recuerdo de niños que, todavía, están muy por detrás en la escalera de los beneficios de la educación inicial. Lo decimos con la carga romántica que eso implica: queremos llegar a donde no llega ni siquiera la señal de un teléfono celular y  hay un chico o una chica que desea leer un libro.  Queremos hacerlo de manera significativa. No competimos con Internet,  ni nos vemos como el atraso necesario en un mundo que manda misiones espaciales a Marte.

Nosotros nos vemos como lo que somos: una alforja llena de libros a disposición de niños que no tienen otro recurso para empezar a descubrir el mundo. Una alforja transportada a lomo de mula (de bestia, dicen por estos páramos andinos) De ahí el empeño en recuperar nuestra esencia con rapidez.

Tal vez no sea necesario explicarlo tanto. Embarcarnos, en estos tiempos de tanta dificultad, en la consecución de una nueva mula, implicó un esfuerzo al que hay que sumarle los esfuerzos propios de nuestra cotidianidad: la puesta en marcha de la Ludoteca, la atención a los proyectos que desarrollamos en Jají, la visita a las comunidades más cercanas (que debieron ser replanteadas ante la desaparición de nuestro “vehículo”) y la atención a los asuntos propios del día a día, hicieron complicada la búsqueda de la mula. Y siempre, como siempre, estaba el asunto económico. Una mula es más cara que una motocicleta. Es más, tal como están las cosas en el país, posiblemente con el dinero que se paga por una mula podría conseguirse un modesto automóvil en buen estado.

Pero, Bibliomula se llama así, porque va en mula. De modo que era imposible renunciar a ella. Hemos hablado ya de la campaña de recolección de fondos y de otras diligencias hechas (aunque nunca se desaprovecha una buena oportunidad para volver a agradecer el cariño y esta lo es) que tenían como destino completar nuestro nombre, hasta que en Mucuchachí encontramos las patas que le faltaban a la organización.

La única forma legal de obtener una mula es pagando por ella, a menos que usted se dedique a cultivarlas y criarlas. Una mula es un muy preciado animal de trabajo, sobretodo en estos tiempos – y nuestros campesinos lo tienen muy claro. De modo que una mula no se puede adoptar, no se puede encontrar, no se puede obtener de otro modo distinto a la cría o la compra y nosotros, todavía, no hemos decidido dedicarnos a la crianza de mulas. De modo que pagamos lo que había que pagar y con todo el elaborado trámite burocrático (que muy olímpicamente se saltaron quienes se llevaron a Morichala) nosotros nos hicimos de una bonita, flaca y entrenada mula proveniente de los pueblos del Sur, territorio en el que la mula manda.

Hace pocas semanas la tenemos y,  por supuesto, el primer dilema que se nos presentó fue ponerle un nombre. Decidimos hacer un concurso después que los niños de las comunidades beneficiarias eligieron una buena lista ante la que nunca lograron ponerse de acuerdo.


Esa lista entonces, se sometió
  a la votación de los miembros de nuestra comunidad virtual de amigos. Aquí hacemos un alto para pecar de inmodestos: el 28% de esa comunidad respondió al llamado, eso es mucho. Difícilmente una cuenta institucional que no tiene un factor de emoción relacionado con los medios masivos, alcanza esos resultados.

De ahí salió CANELA, el nombre escogido por nuestros amigos virtuales.

El jueves pasado, en un bonito encuentro en la sede de la Fundación Don Bosco la presentamos formalmente y CANELA decidió dar muestra de su temperamento: no hubo poder humano que la trajera a la pasarela que le habíamos preparado,  como si fuera una reina. Ella prefirió seguir siendo una mula y a todos nos alcanzó el alivio de que vamos a llevarnos muy bien.

Ya, por esos montes de Dios, anda CANELA cargada de libros y… colorín colorado, este cuento apenas ha comenzado.

martes, 22 de junio de 2021

NUESTRO AMIGO GABRIELE SANESI

La familia Sanesi, aunque viva en Italia, son parte cercana y muy querida de Bibliomulas porque,  además de creer en la viabilidad del proyecto,  lo han demostrado contribuyendo, tanto como han podido,  con su financiamiento desarrollando ideas muy creativas para permitirnos conseguir ayuda entre sus amigos. Por eso, nuestra ludoteca recién inaugurada lleva el nombre de "el papá de los Sanesi" (en efecto lo es) nuestro amigo Gabriele Sanesi.

Ayer tuvimos la sorpresa muy agradable de recibir esta carta suya. Mas que una carta, este texto sencillo y emotivo es una reflexión sobre vida en comunidad y maneras de encarar "la edad de la pensión" como dice él mismo; por eso hemos decidido traducir su carta escrita originalmente en Italiano y traerla hasta nuestro blog. Sabemos que traerá beneficios a más de uno de ustedes.

Disfruten esta amena y emotiva misiva de un amigo de Bibliomulas, que es como decir, un amigo de todos nosotros.


Salud para todos y mucha felicidad.

Con asombro me enteré de la solicitud de nombrar un proyecto tan importante con mi nombre. Conozco a Bibliomulas desde hace varios años y siempre he sido entusiasta del trabajo de ustedes.

La mía es una historia normal, humilde y afortunada.  Experimenté un período sin guerras,  con los contrastes sociales y políticos de mi país.

En mi vida he estudiado y buscado trabajo decente.  Estudié como técnico, me gradué y luego me licencié en Ciencias Religiosas en la Universidad Pontificia de San Juan de Letrán. Durante este tiempo nacieron mis hijos.  Giacomo asistió a mi preparación en los libros para el examen.

  ... ¿acaso fue este el comienzo de su maravillosa aventura?

Junto con mi esposa, he considerado importante la cultura y la educación de las generaciones más jóvenes.  Éramos exploradores, estudiamos en profundidad junto con los niños diferentes autores importantes (don Lorenzo Milani, Gianni Rodari, Baden Powell) que se ocuparon de la educación, de la solidaridad ciudadana (fuimos muy activos en nuestro vecindario) y nacional.

Hemos participado en asociaciones educativas, sociales e internacionales, hemos ayudado y recibido niños extranjeros en nuestro hogar.

No he hecho nada extraordinario, pero creo que al perseguir una vida activa para uno mismo y para los demás, basada en la participación, la paciencia y la solidaridad, podemos mejorar nuestra humanidad y nuestro mundo.

He llegado a la edad en que soy un pensionado.

En este punto de mi vida, creo que vivir tratando de conectar y cultivar las relaciones humanas es fundamental. Me estoy dedicando junto con otras personas a un proyecto de huerta sinérgica, una experiencia en la ciudad donde tenemos un pedazo de tierra para cultivar. Una experiencia muy válida de cultivo y cuidado de vegetales a través de métodos naturales y presentación de la experiencia a las nuevas generaciones.

Otra de mis pasiones es el cuidado y el cultivo de las suculentas y el disfrute de su marcada diversidad.

Pero mi mayor pasión, habrán entendido, es vivir con mi familia. Somos dos padres con tres hijos y un ahijado diseminado por todo el mundo y en el mundo profundamente apasionado e insertado. La belleza y la alegría de tener una familia es sin duda un valor muy importante.

Este soy yo, una persona normal, humilde y afortunada. 

Le agradezco por aceptar la propuesta de Giacomo de nombrar a la biblioteca con mi nombre. Éxitos para ustedes y los mejores deseos de salud y mucha felicidad.

Gabriele Sanesi 


(Original en Italiano)

Salute a tutti e tanta felicità.

Con stupore ho appreso la richiesta di intitolazione a mio nome di un progetto così importante. Vi conosco da diversi anni e ho sempre simpatizzato per voi.

La mia è una storia normale, umile e fortunata. Ho vissuto un periodo senza guerra coi contrasti sociali e politici del mio paese.

Nella mia vita ho studiato e cercato un lavoro dignitoso. Ho studiato da tecnico, diplomato e poi laureato in scienze religiose alla pontificia università Lateranense. In questo periodo sono nati i mie figli. Giacomo assisteva alla mia preparazione agli esami sui libri.

 ...è stato forse questo l'inizio della sua meravigliosa avventura?

Ho, e insieme a mia moglie abbiamo, considerato importante la cultura e la formazione delle giovani generazioni. Siamo stati scout, abbiamo approfondito insieme ai ragazzi diversi autori importanti (don Lorenzo Milani, Gianni Rodari, Baden Powell) che trattavano di educazione, di solidarietà cittadina (siamo stati molto attivi nel nostro quartiere), nazionale.

Abbiamo partecipato ad associazioni educative e sociali e internazionali, abbiamo aiutato e accolto ragazzi stranieri nella nostra casa.

Non ho fatto nulla di straordinario, ma ritengo che portando avanti una vita attiva per sé e per gli altri basata sulla partecipazione, sulla pazienza e sulla solidarietà, si possa migliorare questa nostra umanità e questo nostro mondo.

Sono arrivato alla pensione. A questo punto della mia vita penso che vivere cercando di allacciare e coltivare rapporti umani sia fondamentale. Mi sto dedicando insieme ad altre persone ad un progetto di orto sinergico, esperienza cittadina dove abbiamo a disposizione un pezzo di terra da poter coltivare. Un'esperienza molto valida di coltivazione e cura di verdure attraverso metodi naturali e presentazione dell'esperienza alle nuove generazioni.

Altra mia passione è la cura delle piante grasse (le succulente) e il godere delle loro spiccate diversità. Ma la passione più grande, lo avrete capito, è il vivere la mia famiglia. Siamo due genitori con tre figli e un figlioccio sparsi per il mondo e nel mondo profondamente appassionati e inseriti. La bellezza e la gioia di avere una famiglia è sicuramente un valore importantissimo.

Questo sono io, una persona normale, umile e fortunata. Vi ringrazio per aver accettato la proposta di Giacomo di intitolarmi la biblioteca. Buona fortuna ed un augurio di salute e tantissima felicità.

Gabriele Sanesi


viernes, 11 de junio de 2021

Tenemos mula nueva


Queridos amigos:

Las buenas noticias se cuentan con alegría. Sobre todo en tiempos en que escasean.

Hoy, la buena noticia es que formamos parte de un colectivo humano lleno de solidaridad,  dispuesto siempre a apoyarnos, comprometiéndonos a hacer un trabajo que cada día tenga más alcance, sea más productivo y nos permita seguir seguros de tener fe en lo que somos como humanidad y muchas esperanzas de futuro.

Al cierre de la campaña de recolección de fondos para dotar nuevamente a Bibliomula de su “vehículo” principal,  en sustitución de nuestra malograda Morichala, es verdaderamente un gusto decir que las metas se han cumplido en exceso. Aun más, es magnífico anunciar que ya tenemos una nueva mula.

Todo eso gracias a la estupenda acogida que dieron nuestros colaboradores y amigos a la campaña por la recuperación de nuestra mula. Pero, hay mucho más: el dinero obtenido alcanzará para dotar de libros y material escolar a las comunidades que atendemos y para algunas meriendas con estos niños y sus docentes o mediadores de lectura. Básicamente  pues, lo que entre todos hemos hecho,  es fortalecer el programa Bibliomula Mérida por todos sus lados.

No es poco; hemos constatado que en estos tiempos de gran dificultad, algunas regiones andinas, especialmente las poblaciones de las montañas y zonas rurales, están tremendamente desasistidas. Allí puede que el problema no sea la migración; es la incomunicación casi completa. La mayoría de nuestras zonas rurales no poseen facilidades tecnológicas de ningún tipo; por extraño que parezca, estamos hablando de adolescentes que aun escriben cartas a mano y hacen tareas con lápiz y borrador,  porque  no tienen ni el menor acceso a computadoras, telefonía digital u otras formas de comunicación electrónica con el que, por ejemplo, puedan continuar su educación aun cuando las escuelas permanezcan cerradas.

Pues bien, es el esfuerzo de Bibliomula, (no nos da pena alguna decirlo, aunque pequemos de inmodestos) lo que hace posible que niños de las aldeas parameras o de apartados rincones de la geografía merideña reciban,  no solo un libro con el que se entretengan aprendiendo, sino una oportunidad para avanzar en su aprendizaje,  de la mano de sus maestras y -  muchas veces - en el mismo entorno escolar que conocen y echan de menos.

Eso solo es posible porque contamos con la ayuda y el apoyo de ustedes. Si bien es cierto que en cada oportunidad que lo hemos pedido nuestros seguidores y amigos han salido adelante para apoyar alguna de nuestras iniciativas, no menos cierto es que,  la pérdida de Morichala,  originó una de las respuestas más bonitas que hemos vivido: nuestros queridos amigos italianos, venezolanos residenciados en el exterior, familias merideñas, personas de diferentes estados del país que no tienen acceso a los beneficios de Bibliomula y solo conocen la historia que contamos,  y amigos benefactores de varios países,  pendientes siempre de la suerte de nuestro proyecto,  pusieron lo que tenían para ayudar a pararnos de nuevo en nuestros pies; pies que en realidad son las pezuñas de una bonita mula color caramelo,  que hoy pudimos formalmente adquirir. Y si, sabemos que hubiese sido muchísimo mejor adoptar y criar alguna mula descarriada; pero, no es posible. En Los Andes, las mulas son un bien muy preciado.


Próximamente, haremos la “presentación en sociedad” de nuestra nueva mula, estamos diseñando una jornada festiva en la que nuestros niños beneficiarios escogerán su nombre y le darán la bienvenida a sus comunidades; pero, no podíamos esperar más para contar la noticia y agradecer.

Agradecer y agradecer. No solo porque creemos que debemos hacerlo, sino porque todo lo que somos nosotros, de algún modo está íntimamente ligado a lo que son ustedes, nuestros seguidores. Eso nos hace familia.

Gracias desde el corazón de cada niño y adolescente que hoy tiene un libro en sus manos con el que piensa descubrir el mundo, porque ustedes lo hicieron posible.

¡GRACIAS!

viernes, 4 de junio de 2021

LA SABIDURIA DE MORICHALA

Jonny y Hioscarlly Gutiérrez de 11 y 12 años de edad, respectivamente, son dos hermanas beneficiarias del programa conjunto Bibliomulas / Geografía Viva desarrollado en comunidades rurales del Municipio Campo Elías, específicamente en los pueblos aledaños a Jají, el emblemático enclave turístico de la ciudad de Mérida. 

Residentes en Loma del Rosario, las hermanas Gutierrez no han faltado a ninguno de los encuentros con Morichala (cuando la teníamos) y hoy, forman parte del grupo de adolescentes que acompañan las labores de mediación lectora que realizamos en el área, colaborando en todo lo posible con el lucimiento de esos "días especiales" dedicados a leer y jugar con sus compañeros disfrutando de actividades extra curriculares y aprovechando de ponerse al día en las tareas de la escuela.

El pasado jueves, durante la realización del taller de Mediación lectora para docentes y mediadores de la zona, las hermanas tuvieron el bonito gesto de leer un cuento de su autoría, "hecho por nosotras mismas sin intervención de ninguna otra persona" según aclararon rápidamente, en homenaje a Morichala, la mula que - aunque ya no está - sigue despertando bonitas emociones en nuestros niños y jóvenes. 

Tal como prometimos, dejamos aquí el texto integro, tal como ellas lo crearon, con nuestro agradecimiento y la certeza de que entendemos, tanto como ellas, la bonita lección de "La Sabiduría de Morichala"


"Un día muy soleado en una ciudad llamada Mérida, había una mula llamada Morichala, ella quería salir a conocer más.

Y se fue a un pueblito llamado Jají, donde conoció unos niños y les enseño lo importante de la lectura.

Luego se marchó y por el camino se extravió, ella lloraba y lloraba al no saber a dónde ir. Después de tanto llorar unas personas la encontraron y se la llevaron a un lugar cerca de Jají “Loma del Rosario” donde conoció unos niños y los niños se encariñaron con ella porque les enseñó la importancia de la lectura y entonces decidieron hacer un proyecto que se llamaría Bibliomula.

Ellos quisieron ir a todas partes del mundo y que supieran la importancia de la lectura. Al pasar los días, muchos niños se acercaron a Morichala para leer y escuchar sus cuentos y todo Jají aprendió la belleza de leer un libro.

Morichala es una mula mágica que regala sabiduría a todo niño, adulto o anciano que la tocase."

Jonny Gutierrez, 11 años de edad  - 5to grado

Hioscarlly Gutierrez,  12 años  - 6to grado

Loma del Rosario